venerdì 25 gennaio 2008
Cirò Marina - Se, a tutt’oggi, l’unica famiglia, che ha abbandonato la sua casa pericolante e si è trasferita in un nuovo alloggio, rischia lo sfratto per morosità, una verità clamorosa si nasconderebbe dietro il contributo regionale, pari a 100mila euro, destinato a riparare, seppure in parte, i danni prodotti dal dissesto idrogeologico. Difatti, il relativo decreto non sarebbe stato firmato dal competente dirigente del settore della Protezione Civile e non sarebbe stato protocollato! Se la fonte della notizia non fosse l’avvocato Floriana Maietta, che rappresenta legalmente le famiglie danneggiate dal dissesto, si stenterebbe a crederci. E invece l’avvocato Maietta ha appena avuto un colloquio con il direttore generale del Comune di Cirò Marina, che le ha fatto presente sia le (presunte) “irregolarità” formali del decreto che l’oggetto, che fa esclusivo riferimento agli interventi di messa in sicurezza degli immobili pericolanti o lesionati e alla redazione del Piano comunale di protezione civile e a null’altro. Insomma, non dispone il pagamento o rimborso, che dir si voglia, delle spese di locazione dei nuovi alloggi. Va detto comunque che, il 3 dicembre del 2007, il consigliere regionale Salvatore Lucà annunciò che “con decreto n° 220, firmato il 22 novembre del 2007, la Regione Calabria, settore della Protezione Civile, ha stanziato la somma di 100mila euro per l’esecuzione di interventi urgenti di messa in sicurezza dell’area interessata dal dissesto idrogeologico”. E Lucà inoltrò una copia del decreto via fax sia al sindaco Parrilla che all’avvocato Floriana Maietta. Quest’ultima, dopo il suo recentissimo colloquio con il direttore generale dell’ente locale, è andata a riguardarsi il decreto, ricevuto all’epoca via fax, ed ha verificato che “effettivamente il provvedimento non è firmato!”. Adesso, nell’attesa che intervengano i necessari chiarimenti fra il Comune di Cirò Marina e la Regione Calabria (il decreto potrebbe essere stato perfezionato in un secondo tempo, ndc), l’avvocato Maietta ha “denunciato” che, malgrado avesse diramato un avviso pubblico ad hoc, l’Amministrazione Comunale non ha stipulato neanche un contratto di locazione a beneficio delle cinque famiglie gravemente danneggiate dal dissesto e che ancora non ha corrisposto i 300 euro mensili (600 in tutto) al proprietario che ha provveduto ad affittare il suo immobile ad una delle cinque famiglie destinatarie dell’ordinanza di sgombero. Il quadro è il seguente: la famiglia, che si è trasferita in un nuovo alloggio, sta per essere sfrattata dal proprietario, mentre le altre quattro famiglie continuano a vivere in quattro case, dichiarate pericolanti già il 28 luglio del 2004, data in cui si manifestò il famigerato dissesto idrogeologico.
Siete soddisfatti del lavoro dell'amministrazione comunale sin d'ora?
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