Siete soddisfatti del lavoro dell'amministrazione comunale sin d'ora?
venerdì 25 gennaio 2008
Consigli e lamentele
Rispondete a tale post, fornendo dei commenti, dando dei vostri consigli come migliorare il nostro paese o ponendo delle lamentele.
Dissesto idrogeologico, mai firmato il decreto per Cirò Marina
venerdì 25 gennaio 2008
Cirò Marina - Se, a tutt’oggi, l’unica famiglia, che ha abbandonato la sua casa pericolante e si è trasferita in un nuovo alloggio, rischia lo sfratto per morosità, una verità clamorosa si nasconderebbe dietro il contributo regionale, pari a 100mila euro, destinato a riparare, seppure in parte, i danni prodotti dal dissesto idrogeologico. Difatti, il relativo decreto non sarebbe stato firmato dal competente dirigente del settore della Protezione Civile e non sarebbe stato protocollato! Se la fonte della notizia non fosse l’avvocato Floriana Maietta, che rappresenta legalmente le famiglie danneggiate dal dissesto, si stenterebbe a crederci. E invece l’avvocato Maietta ha appena avuto un colloquio con il direttore generale del Comune di Cirò Marina, che le ha fatto presente sia le (presunte) “irregolarità” formali del decreto che l’oggetto, che fa esclusivo riferimento agli interventi di messa in sicurezza degli immobili pericolanti o lesionati e alla redazione del Piano comunale di protezione civile e a null’altro. Insomma, non dispone il pagamento o rimborso, che dir si voglia, delle spese di locazione dei nuovi alloggi. Va detto comunque che, il 3 dicembre del 2007, il consigliere regionale Salvatore Lucà annunciò che “con decreto n° 220, firmato il 22 novembre del 2007, la Regione Calabria, settore della Protezione Civile, ha stanziato la somma di 100mila euro per l’esecuzione di interventi urgenti di messa in sicurezza dell’area interessata dal dissesto idrogeologico”. E Lucà inoltrò una copia del decreto via fax sia al sindaco Parrilla che all’avvocato Floriana Maietta. Quest’ultima, dopo il suo recentissimo colloquio con il direttore generale dell’ente locale, è andata a riguardarsi il decreto, ricevuto all’epoca via fax, ed ha verificato che “effettivamente il provvedimento non è firmato!”. Adesso, nell’attesa che intervengano i necessari chiarimenti fra il Comune di Cirò Marina e la Regione Calabria (il decreto potrebbe essere stato perfezionato in un secondo tempo, ndc), l’avvocato Maietta ha “denunciato” che, malgrado avesse diramato un avviso pubblico ad hoc, l’Amministrazione Comunale non ha stipulato neanche un contratto di locazione a beneficio delle cinque famiglie gravemente danneggiate dal dissesto e che ancora non ha corrisposto i 300 euro mensili (600 in tutto) al proprietario che ha provveduto ad affittare il suo immobile ad una delle cinque famiglie destinatarie dell’ordinanza di sgombero. Il quadro è il seguente: la famiglia, che si è trasferita in un nuovo alloggio, sta per essere sfrattata dal proprietario, mentre le altre quattro famiglie continuano a vivere in quattro case, dichiarate pericolanti già il 28 luglio del 2004, data in cui si manifestò il famigerato dissesto idrogeologico.
Cirò Marina - Se, a tutt’oggi, l’unica famiglia, che ha abbandonato la sua casa pericolante e si è trasferita in un nuovo alloggio, rischia lo sfratto per morosità, una verità clamorosa si nasconderebbe dietro il contributo regionale, pari a 100mila euro, destinato a riparare, seppure in parte, i danni prodotti dal dissesto idrogeologico. Difatti, il relativo decreto non sarebbe stato firmato dal competente dirigente del settore della Protezione Civile e non sarebbe stato protocollato! Se la fonte della notizia non fosse l’avvocato Floriana Maietta, che rappresenta legalmente le famiglie danneggiate dal dissesto, si stenterebbe a crederci. E invece l’avvocato Maietta ha appena avuto un colloquio con il direttore generale del Comune di Cirò Marina, che le ha fatto presente sia le (presunte) “irregolarità” formali del decreto che l’oggetto, che fa esclusivo riferimento agli interventi di messa in sicurezza degli immobili pericolanti o lesionati e alla redazione del Piano comunale di protezione civile e a null’altro. Insomma, non dispone il pagamento o rimborso, che dir si voglia, delle spese di locazione dei nuovi alloggi. Va detto comunque che, il 3 dicembre del 2007, il consigliere regionale Salvatore Lucà annunciò che “con decreto n° 220, firmato il 22 novembre del 2007, la Regione Calabria, settore della Protezione Civile, ha stanziato la somma di 100mila euro per l’esecuzione di interventi urgenti di messa in sicurezza dell’area interessata dal dissesto idrogeologico”. E Lucà inoltrò una copia del decreto via fax sia al sindaco Parrilla che all’avvocato Floriana Maietta. Quest’ultima, dopo il suo recentissimo colloquio con il direttore generale dell’ente locale, è andata a riguardarsi il decreto, ricevuto all’epoca via fax, ed ha verificato che “effettivamente il provvedimento non è firmato!”. Adesso, nell’attesa che intervengano i necessari chiarimenti fra il Comune di Cirò Marina e la Regione Calabria (il decreto potrebbe essere stato perfezionato in un secondo tempo, ndc), l’avvocato Maietta ha “denunciato” che, malgrado avesse diramato un avviso pubblico ad hoc, l’Amministrazione Comunale non ha stipulato neanche un contratto di locazione a beneficio delle cinque famiglie gravemente danneggiate dal dissesto e che ancora non ha corrisposto i 300 euro mensili (600 in tutto) al proprietario che ha provveduto ad affittare il suo immobile ad una delle cinque famiglie destinatarie dell’ordinanza di sgombero. Il quadro è il seguente: la famiglia, che si è trasferita in un nuovo alloggio, sta per essere sfrattata dal proprietario, mentre le altre quattro famiglie continuano a vivere in quattro case, dichiarate pericolanti già il 28 luglio del 2004, data in cui si manifestò il famigerato dissesto idrogeologico.
venerdì 18 gennaio 2008
Porto, segnali positivi: più navi e merci in arrivo nel 2007
venerdì 18 gennaio 2008
In attesa di tempi migliori, legati ai lavori di escavo dei fondali, preceduti dalla bonifica, il porto di Crotone, nell’anno appena concluso - dai dati forniti dalla Capitaneria di Porto - ha fatto registrare un incremento sia del movimento di navi che di carico e scarico delle merci; il primo ha visto nel corso dell’anno 117 navi, in media una ogni tre giorni, a fronte delle 79 del 2006, con un incremento del 48,10 per cento, e una crescita del tonnellaggio di stazza lorda pari al 57,27 per cento, essendo passati dalle 323.005 tn. a 508.022, mentre il totale delle merci movimentate è stato di 375.234 tn. a fronte delle 220.183 del 2006, con un incremento complessivo del 70,41 per cento. Quanto alle merci il porto ha registrato nel 2007 un incremento del 93,45 per cento, quasi il raddoppio, delle merci solide alla rinfusa sbarcate che hanno raggiunto quota 341.480 tn. a fronte delle 176.517 dell’anno precedente; le merci liquide alla rinfusa sbarcate, invece, hanno fatto registrare una diminuzione del 22,70 per cento (33.754 contro le 43.666 del 2006); le rinfuse solide imbarcate sono pressoché scomparse, appena 320 tn. contro le 71.509 dell’anno precedente (-99,56%). All’incremento delle merci movimentate hanno influito l’arrivo di prodotti per la combustione delle centrali a biomasse: tronchetti di legno (14 mila tonnellate) che nel 2006 non c’è stato per niente; sulla stessa scia lo sbarco di cippato di legno, che ha registrato un incremento del 713,07 per cento: 62.030 tn. a fronte delle 8.699 del 2006; è cresciuto anche l’arrivo di gusci di noci nella misura del 389,88 per cento (86.750 tn. contro le 22.250 dell’anno precedente). Particolarmente interessante si è rivelata la movimentazione di materiali destinati alla costruzione della centrale turbogas (20 mila tn.) ed ai prodotti siderurgici (15 mila tn.), insieme alla ripresa della movimentazione del cemento, che negli anni precedenti era stata azzerata, con 25 mila tonnellate, ed alla movimentazione di fertilizzanti: 3 mila tonnellate contro le 970 del 2006, con un incremento del 309,27 per cento, e dell’allumina idrata che si è attestata intorno alle 27.200 tn. a fronte di 24.500 (+11,02%) del 2006. In frenata brusca altre merci: il grano 15.283 tn. contro 26.674 (-40,66%), la soda caustica 31.350 tn. a fronte di 38.300 del 2006 (-18,15%); l’acido solforico (-54,72%); l’argilla (-14,16%) passando da 39.100 tn. del 2006 a 33.565 del 2007. Con il segno meno anche il traffico di sabbia silicea (13.500 tn. contro 19.025 del 2006), il fedspato (27.600 tn. contro 32.450 dell’anno precedente). In calo anche i movimenti e i quantitativi di salgemma caricati al pontile di Cirò Marina: 35 le navi arrivate, dieci in meno rispetto all’anno precedente; 276.005 il salgemma imbarcato nel 2007 contro 296.746 (-7%).
In attesa di tempi migliori, legati ai lavori di escavo dei fondali, preceduti dalla bonifica, il porto di Crotone, nell’anno appena concluso - dai dati forniti dalla Capitaneria di Porto - ha fatto registrare un incremento sia del movimento di navi che di carico e scarico delle merci; il primo ha visto nel corso dell’anno 117 navi, in media una ogni tre giorni, a fronte delle 79 del 2006, con un incremento del 48,10 per cento, e una crescita del tonnellaggio di stazza lorda pari al 57,27 per cento, essendo passati dalle 323.005 tn. a 508.022, mentre il totale delle merci movimentate è stato di 375.234 tn. a fronte delle 220.183 del 2006, con un incremento complessivo del 70,41 per cento. Quanto alle merci il porto ha registrato nel 2007 un incremento del 93,45 per cento, quasi il raddoppio, delle merci solide alla rinfusa sbarcate che hanno raggiunto quota 341.480 tn. a fronte delle 176.517 dell’anno precedente; le merci liquide alla rinfusa sbarcate, invece, hanno fatto registrare una diminuzione del 22,70 per cento (33.754 contro le 43.666 del 2006); le rinfuse solide imbarcate sono pressoché scomparse, appena 320 tn. contro le 71.509 dell’anno precedente (-99,56%). All’incremento delle merci movimentate hanno influito l’arrivo di prodotti per la combustione delle centrali a biomasse: tronchetti di legno (14 mila tonnellate) che nel 2006 non c’è stato per niente; sulla stessa scia lo sbarco di cippato di legno, che ha registrato un incremento del 713,07 per cento: 62.030 tn. a fronte delle 8.699 del 2006; è cresciuto anche l’arrivo di gusci di noci nella misura del 389,88 per cento (86.750 tn. contro le 22.250 dell’anno precedente). Particolarmente interessante si è rivelata la movimentazione di materiali destinati alla costruzione della centrale turbogas (20 mila tn.) ed ai prodotti siderurgici (15 mila tn.), insieme alla ripresa della movimentazione del cemento, che negli anni precedenti era stata azzerata, con 25 mila tonnellate, ed alla movimentazione di fertilizzanti: 3 mila tonnellate contro le 970 del 2006, con un incremento del 309,27 per cento, e dell’allumina idrata che si è attestata intorno alle 27.200 tn. a fronte di 24.500 (+11,02%) del 2006. In frenata brusca altre merci: il grano 15.283 tn. contro 26.674 (-40,66%), la soda caustica 31.350 tn. a fronte di 38.300 del 2006 (-18,15%); l’acido solforico (-54,72%); l’argilla (-14,16%) passando da 39.100 tn. del 2006 a 33.565 del 2007. Con il segno meno anche il traffico di sabbia silicea (13.500 tn. contro 19.025 del 2006), il fedspato (27.600 tn. contro 32.450 dell’anno precedente). In calo anche i movimenti e i quantitativi di salgemma caricati al pontile di Cirò Marina: 35 le navi arrivate, dieci in meno rispetto all’anno precedente; 276.005 il salgemma imbarcato nel 2007 contro 296.746 (-7%).
mercoledì 16 gennaio 2008
Acquisto Giara: no soldi, no asta
martedì 15 gennaio 2008
Cirò - La lunga attesa è andata delusa, non si sa ancora se irrimediabilmente, perché il Comune di Cirò non ha la disponibilità finanziaria per partecipare all’asta fallimentare del 15 gennaio 2008, indetta dal Tribunale di Crotone per la vendita dello stabilimento in cui aveva sede l’ex-Giara! Il prezzo d’asta dell’immobile dovrebbe essere di 938mila euro, stando alla dichiarazione che rilasciò mesi fa il sindaco Mario Caruso, che è stato investito dell’incombenza di procedere all’acquisto dell’ex-Giara, che è ubicata in località S. Andrea, nel “suo” territorio comunale. Ed ecco che ai Comuni di Cirò, Cirò Marina e Crucoli, legati da un protocollo d’intesa e interessati all’acquisto, non resta che confidare che l’asta vada deserta! Difatti, il decreto pari ad euro 1.200.000,00, emesso dalla Regione Calabria e pubblicato sul Bur, non si può convertire in moneta sonante sic et simpliciter. Sarebbe occorso un accordo fra i suddetti Comuni e la Regione, al fine di “convertire” il decreto in denaro o mediante un accreditamento da parte della Ragioneria regionale del milione e rotti sul conto corrente di tesoreria del Comune di Cirò o mediante altre formalità tecniche. A tal proposito, i pareri si dividono: c’è chi, fra gli addetti ai lavori, sostiene che l’importo del decreto vada dapprima speso dall’Ente locale e poi rimborsato, essendo previsto che la Regione anticipi al Comune una percentuale non superiore al 40%. E c’è chi invece sostiene che il Comune di Cirò avrebbe potuto chiedere un’anticipazione del 100%, essendo un ente pubblico, o fare ricorso ad un’anticipazione di tesoreria pari all’importo del decreto. L’unica notizia ufficiale è che gli amministratori comunali del paese collinare hanno constatato l’antieconomicità dell’operazione bancaria prospettatagli ed hanno desistito dal percorrere una siffatta via. Ragion per cui essi si sono disposti ad attendere il mese di febbraio e quelli successivi, forse perché la Ragioneria regionale riapre il 2 febbraio. Allo stato delle informazioni non è possibile risalire ad eventuali responsabilità o negligenze. Il colpo di scena è giunto del tutto imprevisto nelle ultimissime ore. Per la cronaca: su proposta dell’assessore Mario Pirillo, la Giunta Loiero ha deliberato l’assegnazione della somma di euro 1.200.000,00 al Comune di Cirò, rivedendo la ripartizione del famoso contributo di 5 milioni di euro, che il Ministero delle politiche agricole erogò alla Regione Calabria ex- legge n. 231/2005. La somma è stata finalizzata all’acquisto all’asta fallimentare dell’ex-Giara, che, una volta acquistata, dovrebbe essere adattata a cantina e affidata in gestione ad un management all’altezza. Il fine ultimo è quello di risolvere l’annoso problema del collocamento delle uve, che affligge i vignaioli del cirotano. Si pensava che le difficoltà sarebbero insorte per l’affidamento in gestione della futura cantina, la scoperta allucinante è che si stava parlando di una “struttura” che non c’é… Il rischio concreto rimane quello che la somma assegnata finisca in un’altra provincia. Indovinate quale?
Cirò - La lunga attesa è andata delusa, non si sa ancora se irrimediabilmente, perché il Comune di Cirò non ha la disponibilità finanziaria per partecipare all’asta fallimentare del 15 gennaio 2008, indetta dal Tribunale di Crotone per la vendita dello stabilimento in cui aveva sede l’ex-Giara! Il prezzo d’asta dell’immobile dovrebbe essere di 938mila euro, stando alla dichiarazione che rilasciò mesi fa il sindaco Mario Caruso, che è stato investito dell’incombenza di procedere all’acquisto dell’ex-Giara, che è ubicata in località S. Andrea, nel “suo” territorio comunale. Ed ecco che ai Comuni di Cirò, Cirò Marina e Crucoli, legati da un protocollo d’intesa e interessati all’acquisto, non resta che confidare che l’asta vada deserta! Difatti, il decreto pari ad euro 1.200.000,00, emesso dalla Regione Calabria e pubblicato sul Bur, non si può convertire in moneta sonante sic et simpliciter. Sarebbe occorso un accordo fra i suddetti Comuni e la Regione, al fine di “convertire” il decreto in denaro o mediante un accreditamento da parte della Ragioneria regionale del milione e rotti sul conto corrente di tesoreria del Comune di Cirò o mediante altre formalità tecniche. A tal proposito, i pareri si dividono: c’è chi, fra gli addetti ai lavori, sostiene che l’importo del decreto vada dapprima speso dall’Ente locale e poi rimborsato, essendo previsto che la Regione anticipi al Comune una percentuale non superiore al 40%. E c’è chi invece sostiene che il Comune di Cirò avrebbe potuto chiedere un’anticipazione del 100%, essendo un ente pubblico, o fare ricorso ad un’anticipazione di tesoreria pari all’importo del decreto. L’unica notizia ufficiale è che gli amministratori comunali del paese collinare hanno constatato l’antieconomicità dell’operazione bancaria prospettatagli ed hanno desistito dal percorrere una siffatta via. Ragion per cui essi si sono disposti ad attendere il mese di febbraio e quelli successivi, forse perché la Ragioneria regionale riapre il 2 febbraio. Allo stato delle informazioni non è possibile risalire ad eventuali responsabilità o negligenze. Il colpo di scena è giunto del tutto imprevisto nelle ultimissime ore. Per la cronaca: su proposta dell’assessore Mario Pirillo, la Giunta Loiero ha deliberato l’assegnazione della somma di euro 1.200.000,00 al Comune di Cirò, rivedendo la ripartizione del famoso contributo di 5 milioni di euro, che il Ministero delle politiche agricole erogò alla Regione Calabria ex- legge n. 231/2005. La somma è stata finalizzata all’acquisto all’asta fallimentare dell’ex-Giara, che, una volta acquistata, dovrebbe essere adattata a cantina e affidata in gestione ad un management all’altezza. Il fine ultimo è quello di risolvere l’annoso problema del collocamento delle uve, che affligge i vignaioli del cirotano. Si pensava che le difficoltà sarebbero insorte per l’affidamento in gestione della futura cantina, la scoperta allucinante è che si stava parlando di una “struttura” che non c’é… Il rischio concreto rimane quello che la somma assegnata finisca in un’altra provincia. Indovinate quale?
lunedì 14 gennaio 2008
Sottopasso ferroviario, incomprensione assoluta

Sono stati approvati definitivamente, durante una Conferenza di servizi indetta da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) e tenutasi mercoledì mattina, 12 dicembre, presso la Sala Consigliare del Comune di Crucoli, i progetti delle opere che sostituiranno sei passaggi a livello sulla linea Reggio Calabria – Sibari.
Saranno quinti realizzati di sette sottovia carrabili e due sottopassi pedonali che permetteranno a Rfi la soppressione di passaggi a livello nei comuni di Cassano allo Jonio (due), Crucoli (uno), Cirò Marina (uno), Melissa (uno) e Isca sullo Jonio (uno), per un investimento complessivo stimato di circa 15 milioni di euro.
Saranno quinti realizzati di sette sottovia carrabili e due sottopassi pedonali che permetteranno a Rfi la soppressione di passaggi a livello nei comuni di Cassano allo Jonio (due), Crucoli (uno), Cirò Marina (uno), Melissa (uno) e Isca sullo Jonio (uno), per un investimento complessivo stimato di circa 15 milioni di euro.
La relazione tecnica allegata reca la firma dei dirigenti comunali degli Uffici tecnico e urbanistica, l’ingegnere Giuseppe Marino e l’architetto Mario Patanisi, i quali hanno attestato che “al fine di migliorare la viabilità nella zona nord della cittadina, si rende necessario ed opportuno realizzare un sottopasso ferroviario con l’eliminazione del relativo passaggio a livello lungo la strada Difesa Piana” e che “detto sottopasso collegherebbe la via Madonna di Mare e la via Scalaretto (area cimiteriale) e gli impianti sportivi comunali”. Dai sopralluoghi effettuati dall’Ufficio Tecnico “si è constatato che il sottopasso, in virtù della nuova strada che quest’Amministrazione intende realizzare tra i due campi sportivi e la prosecuzione ideale della nuova strada collegherebbe direttamente via Madonna di Mare con via Punta Alice”. Insomma, strada e sottopasso fanno parte di un unico disegno urbanistico. Il progetto definitivo del sottopasso è stato redatto dall’Ufficio tecnico in collaborazione con i tecnici esterni, gli ingegneri Vincenzo Malatacca e Antonio Mastroianni, e costituisce anch’esso variante parziale al Prg, per un importo complessivo di euro 2.734.782, 91.
Prima di tale delibera comunale però, c'è da dire che la Giunta Parrilla ha revocato la propia deliberazione che dava priorità alla realizzazione di un sottopasso carrabile e pedonale e alla sistemazione della viabilità in località Tirone, che di sicuro è una zona ben più trafficata della Difesa Piana.
Ecco perchè abbiamo intitolato: incomprensione assoluta. Come è possibile dare la priorità ad una zona dove, a parte qualche tir che va verso lo stabilimento Sindyal, non passa quasi mai nessuno, invece idi ntervenire in zone ben più importanti per in traffico cittadino come via Tirone e via Roma.
Oppure crearne più di uno si sottopassi come ad esempio ha fatto il comune di Crucoli (mica avessi detto Los Angeles).
Be se qualcuno sa come rispondermi lo invito a farlo.......
domenica 13 gennaio 2008
DISTRETTO ENERGETICO, IL PRESIDENTE IRITALE SCRIVE A LOIERO

LETTERA APERTA Al Presidente Giunta Regionale On.le Agazio Loiero Crotone, 10 gennaio 2007 OGGETTO: Richiesta moratoria per il rilascio di autorizzazioni a impianti eolici PREMESSO CHE: - Gli impianti eolici nel territorio regionale sono soggette ad autorizzazione unica regionale ai sensi del D.lgs 387/03 recepito con con D.G.R. 832/2004; tale autorizzazione riporta la competenza dell’autorizzazione agli impianti eolici alla Regione Calabria, competenza in precedenza delegata alle Province ex L.R. n. 17/2000 - L'art. 38, della L.R. n. 34/2002, ha invece trasferito alle Province la delega in materia di autorizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica, senza distinguere tra fonti rinnovabili e non, ed il Decreto Dirigenziale della Regione Calabria – Dipartimento Org.ne e Personale - n° 20413 del 15.12.05, pubblicato sul B.U.R.C. del 25-01-2006 n. SS n. 7, rende esecutiva tale delega a partire dal 01-01-2006. - Il PEAR – Piano Energetico-Ambientale Regionale (approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 315 del 14/02/2005) stabilisce che - (pag 13169 del S.S del 31-3-2005 n. 12 al B.U.R.C. n. 5 del 16 marzo 2005) La Ragione Calabria, per quanto concerne la realizzazione di parchi eolici, realizzerà in via prioritario, mediante VAS (Valutazione ambientare strategica) e VIA (Valutazione impatto ambientale) la carta del vento per l'effettiva individuazione di aree idonee per ospitare parchi eolici da realizzare secondo criteri di massima minimizzazione dell'impatto e con condizione di ripristino dei luoghi a fine ciclo vitale. La Giunta regionale, Dipartimento Obiettivi Strategici, Settore Energia, di concerto con gli altri dipartimenti interessati, deve procedere alla emanazione di una mappa che individui i siti nei quali, norma di legge, sia possibile autorizzare i parchi eolici, attraverso uno studio di valutazione tecnico-scientifico-ambientale. Nelle more dei provvedimenti, di cui sopra la Giunta regionale non rilascerà alcuna autorizzazione alla installazione di parchi eolici Questo testo è stato oggetto di un emendamento approfonditamente discusso in sede di approvazione del PEAR (rif. atti della seduta del Consiglio regionale del 14 febbraio 2005), e dunque esprime una volontà politica e non un orientamento tecnico. - La Deliberazione della Giunta Regionale n. 55 del 30/01/2006 ad oggetto "L’eolico in Calabria: Indirizzi per l’inserimento degli impianti eolici sul territorio regionale", che avrebbe dovuto identificare la "mappa dei luoghi in cui potere inserire gli impianti eolici", individua con precisione (punto 3.1 della DGR 55/06) le sole "Aree non idonee alla localizzazione", mentre per le "Aree di attenzione alla localizzazione" sono precisati criteri generici e soprattutto non sono identificati strumenti oggettivi di discriminazione tipici dalla metodologia VAS richiesta dal PEAR. In particolare non è individuata una capacità di carico massima dei territorio idonei ad ospitare impianti eolici. La stesso piano di indirizzo della DGR 55/2006 è stato approvato dalla Regione Calabria senza alcun processo concertativo con gli enti territoriali sub-regionali, che così non hanno potuto evidenziare criticità ed elementi di difficoltà interpretativa. - Il territorio della Provincia di Crotone è stato individuato dallo stesso PEAR quale "Distretto energetico per la ricerca, lo sfruttamento, la produzione e l’occupazione". La Provincia di Crotone ha approvato la Delibera di Consiglio Provinciale n. 55 del 29-11-2006 ad oggetto "Attivazione procedure per la costituzione del distretto energetico". - Il territorio provinciale, anzi una parte molto ridotta, lunga una linea di circa 50 km, compresa fra i comuni di Cirò e di Cutro, e situata in una fascia prossima alla costa (fra i 2 e i 10 km), si vede interessato da un elevatissimo numero di proposte di impianti eolici (12 progetti, per 320 aerogeneratori per 540 MWe), alcuni dei quali già con autorizzazione unica regionale (3 progetti, per 99 aerogeneratori per 130 MWe). La maggiorparte dei progetti è però concentrata in un’area ancora più ristretta fra Crotone e Cutro, in aree distanti soli 17 Km (7 progetti, per 280 aerogeneratori per 463 MWe ), e prossime ad aree di grande importanza ambientale (Area Marina Protetta, Lago di S.Anna), paesaggistica ed archeologica. - I progetti sono corredati di studi frettolosi, e spesso carenti e imprecisi, sulla presenza di vento e sui flussi migratori di specie protette. In molti casi sono necessari elettrodotti molto lunghi (anche oltre 6 km) per collegare i parchi eolici alle cabine primarie (in particolare alla cabina di Isola C.R.). La fretta e gli interessi a presentare progetti sono tali per cui vi sono progetti presentati da ditte diverse su aree parzialmente coincidenti. - Sotto l’aspetto urbanistico la Provincia di Crotone, insieme a tutti le altre istituzioni, ha sottoscritto il 22-06-2006 la "Carta calabrese del paesaggio" proposta dall’Assessorato regionale all’Urbanistica, e di cui la stessa Regione Calabria ha preso atto con DGR 457/2006. Inoltre il Consiglio regionale, con deliberazione n. 106 del 10-11-2006, ha approvato le "Linee Guida della pianificazione regionale, in attuazione dell’art. 17, comma 5, della Legge regionale n. 19/2002". - La presenza di iniziative come quelle citate, che trasformano e degradano in maniera molto forte il paesaggio e lo stesso uso del territorio, appare in contrasto con i principi e le indicazioni dei citati strumenti urbanistici, per i quali per altro la Regione ha richiesto una condivisioni di intenti a tutte le istituzioni calabresi, in particolare alle Province. E’ sconcertante che se un assessorato approva una Carta per il paesaggio, un altro Assessorato, ha approva un piano in contrasto con questo strumento.
RITENUTO CHE: - Relativamente ai progetti in corso non vi siano particolare ricadute economiche e sociali sul territorio, che per altro in quanto sede di "distretto energetico regionale" dovrebbe preferibilmente ospitare le eventuali iniziative imprenditoriali collegate (laboratori, sedi amministrative, centri di manutenzione, ecc) alla realizzazione degli impianti - Per contro vi è una corposa approvazione di progetti con forti impatti ambientali e sociali su un territorio molto ristretto - Vi sono perplessità interpretative riguardo al trasferimento di deleghe dalla Regione Calabria, per cui il trasferimento di deleghe dovrebbe riguardare, per uniformità e coerenza con altre materie e settori, anche i procedimenti dell’eolico. - Sia disatteso il punto del PEAR riguardante la sottoposizione dei progetti a metodologia VAS. - La DGR 55/2006 è in contrasto con la "Carta calabrese del paesaggio" e con le "Linee Guida della Legge regionale urbanistica n. 19/2002" - Gli impianti risultano autorizzati in completa e palese violazione del fondamentale principio della "perequazione"; infatti gli impianti autorizzati pregiudicano le diverse alternative di sviluppo delle aree in questione
TUTTO CIO' PREMESSO, SI CHIEDE - Di sospendere tutti i procedimenti in corso riguardanti l’autorizzazione unica regionale, le valutazioni di impatto ambientale, le procedure di screening, l’approvazioni delle valutazioni di incidenza, per gli impianti eolici proposti sul territorio della Provincia di Crotone. - Di avviare un apposito tavolo concertativo, aperto anche alle altre province calabresi, per affrontare i problemi sopra richiamati. In assenza di riscontro è chiaro che, nell’interesse del territorio, saremo costretti, nostro malgrado, ad intraprendere tutte le iniziative, compreso il ricorso alla magistratura amministrativa, per impedire ulteriori danni al nostro ambiente già pesantemente interessato da presenze inquinanti con grave pregiudizio delle dimensioni civili di una popolazione che negli anni si è vista espropriata delle sue ricchezze più belle e preziose anche e soprattutto per responsabilità dell’ ENI e di tutte le altre aziende insediatesi negli ultimi anni.
Cirò Marina, Sequestrati beni per un valore di 12,6 mln di euro
CIRò MARINA (KR) - Beni mobili, immobili e conti correnti per un valore di 12,6 milioni di euro vengono sequestrati ad imprenditori agricoli indagati per aver sfruttato per quattro anni il lavoro in nero di circa 700 immigrati clandestini introdotti in Italia dall’organizzazione criminale italo-bulgara smantellata all’alba dalla Guardia di Finanza di Monopoli (Bari). Tra i beni sequestrati vi sono in prevalenza terreni agricoli e un centro di preghiera a Ciro’ Marina (Crotone). Il provvedimento di sequestro preventivo e’ firmato dal pm inquirente del tribunale di Bari, Roberto Rossi, ed equivale al profitto che il sodalizio criminale avrebbe conseguito dal 2004 ad oggi introducendo in Italia e sfruttando gli immigrati.
Energia eolica: c'è il Piano regionale
Il documento è stato approvato dalla Giunta e contiene le indicazioni programmatiche per la scelta dei siti su cui impinatare i Parchi
CATANZARO. Da ieri la Calabria ha il Piano regionale per l'energia eolica. Il documento, approvato dalla Giunta all'unanimita' nella seduta odierna, contiene le indicazioni programmatiche attraverso le quali giungere a individuare i siti idonei sui quali impiantare i parchi eolici in grado, nel contempo, di soddisfare le esigenze di approvvigionamento energetico e di rispettare le prerogative ambientali. Il documento, partendo dalle caratteristiche orografiche della Calabria e dalla presenza sul territorio di aree ad elevato pregio paesaggistico e di zone a riserva, punta, in un approccio integrato che coglie anche le opportunita' produttive dell'impiego di tutte le fonti di energia rinnovabili, a minimizzare l'impatto visivo dei parchi eolici. "La Calabria - ha commentato l'assessore Tommasi, soddisfatto per il risultato raggiunto - si dota finalmente di regole certe per la produzione di energia alternativa. Lo strumento approvato oggi ci consente di coniugare ambiente e sviluppo in modo armonico e produttivo. Saremo d'ora in poi in grado di programmare la tutela del territorio e la produzione di energia, evitando la caotica confusione che si e' verificata in questo importante settore, negli anni passati. Dare attuazione al Piano energetico di concerto con l'assessorato competente - ha detto inoltre l'assessore alle Politiche dell'Ambiente - e' il segnale che nella nostra regione e' possibile affrontare le emergenze programmando lo sviluppo". Il piano approvato dalla Giunta, che ha un approccio sistemico ed integrato che valuta le opzioni produttive valorizzando le diverse potenzialita' presenti sul territorio, e' vincolante ai fini dell'autorizzazione alla installazione e all'esercizio dei parchi eolici: resta fermo l'obbligo di ripristino dei luoghi al termine del ciclo produttivo energetico. Soddisfatto anche l'assessore alle Politiche energetiche, Nicola Adamo che ha sottolineato come "il provvedimento consenta di rispondere alla domanda di energia in un momento particolare per il nostro paese, salvaguardare il territorio e accrescere il Pil, in una regione che necessita repentinamente di invertire la tendenza economica".
Fonte: Giornale di Calabria
CATANZARO. Da ieri la Calabria ha il Piano regionale per l'energia eolica. Il documento, approvato dalla Giunta all'unanimita' nella seduta odierna, contiene le indicazioni programmatiche attraverso le quali giungere a individuare i siti idonei sui quali impiantare i parchi eolici in grado, nel contempo, di soddisfare le esigenze di approvvigionamento energetico e di rispettare le prerogative ambientali. Il documento, partendo dalle caratteristiche orografiche della Calabria e dalla presenza sul territorio di aree ad elevato pregio paesaggistico e di zone a riserva, punta, in un approccio integrato che coglie anche le opportunita' produttive dell'impiego di tutte le fonti di energia rinnovabili, a minimizzare l'impatto visivo dei parchi eolici. "La Calabria - ha commentato l'assessore Tommasi, soddisfatto per il risultato raggiunto - si dota finalmente di regole certe per la produzione di energia alternativa. Lo strumento approvato oggi ci consente di coniugare ambiente e sviluppo in modo armonico e produttivo. Saremo d'ora in poi in grado di programmare la tutela del territorio e la produzione di energia, evitando la caotica confusione che si e' verificata in questo importante settore, negli anni passati. Dare attuazione al Piano energetico di concerto con l'assessorato competente - ha detto inoltre l'assessore alle Politiche dell'Ambiente - e' il segnale che nella nostra regione e' possibile affrontare le emergenze programmando lo sviluppo". Il piano approvato dalla Giunta, che ha un approccio sistemico ed integrato che valuta le opzioni produttive valorizzando le diverse potenzialita' presenti sul territorio, e' vincolante ai fini dell'autorizzazione alla installazione e all'esercizio dei parchi eolici: resta fermo l'obbligo di ripristino dei luoghi al termine del ciclo produttivo energetico. Soddisfatto anche l'assessore alle Politiche energetiche, Nicola Adamo che ha sottolineato come "il provvedimento consenta di rispondere alla domanda di energia in un momento particolare per il nostro paese, salvaguardare il territorio e accrescere il Pil, in una regione che necessita repentinamente di invertire la tendenza economica".
Fonte: Giornale di Calabria
Porto Cirò Marina, ultimatum dei pescatori alla regione
martedì 8 gennaio 2008
Cirò Marina - Il loro è un ultimatum: se, entro dieci giorni, a far data da martedì 8 gennaio, la Regione Calabria non emetterà l’annunciato decreto di finanziamento per la messa in sicurezza del porto di Cirò Marina, il vulcanico Ferdinando Amoruso e i pescatori marinoti s’incateneranno al cancello del palazzo in cui ha sede la Giunta regionale, a Catanzaro! Che la minaccia sia fondata, non v’è dubbio alcuno, considerato che il dirigente comunale Ferdinando Amoruso ha parlato nella sua veste di promotore e coordinatore del Comitato pro strada statale 106 e pro infrastrutture in genere. E, in quest’ultima veste, qualche mese fa, Amoruso s’incatenò sulla 106, al fine di sollecitarne l’improcrastinabile ammodernamento. Adesso, lui assicura che su quel fronte il dado è pressochè tratto: non dice di più per non farsi rubare il copyright di una vittoria che dà per scontata. La questione “porto” è più attuale che mai in questi giorni in cui i bollettini meteorologi sembrano bollettini di guerra. Fatto è che, giovedì notte, molti pescatori marinoti hanno condotto i loro pescherecci al sicuro nel porto di Cariati, mentre gli altri hanno scelto di trascorrere le loro notti insonni nel pericolante porto di Cirò Marina a far la guardia al mare in tempesta. Che ha prodotto ulteriori danni alle spiagge della località Torrenova, nuovamente vittime dell’erosione costiera. Per fortuna, la mareggiata in corso ha risparmiato il porto, ma – v’è da chiedersi - fino a quando si dovrà continuare a confidare solo ed esclusivamente nella clemenza degli elementi naturali? Dice bene il presidente della cooperativa “Luigi Marino”, Vincenzo Tangari, che il porto di Cirò Marina non ha mai conosciuto un intervento di manutenzione, che fosse uno. E come mai? L’anomalia assume contorni ancora più grotteschi se, come invita a fare il dirigente Amoruso, si legge il contenuto del fittissimo carteggio intercorso negli anni fra la Regione Calabria e il Comune di Cirò Marina. Le carte infatti documentano un balletto di competenze fra i direttori generali dei Dipartimenti dei lavori pubblici, dei trasporti ed infine del turismo, che si sono passati –dopo silenzi di mesi – i vari incartamenti riguardanti il porto, sostenendo che “la risoluzione delle problematiche di cui alle suddette note” spettasse sempre ad un altro ufficio. Nel marasma di comunicazioni interne e di esternazioni dei politici regionali di turno è affogato l’accordo di programma quadro, che aveva previsto il rafforzamento e l’innalzamento del molo foraneo, oltre che il ripascimento a mare della mantellata, per una spesa di 2 milioni di euro. Che fine ha fatto la somma?, si chiede Amoruso. Gli interventi di somma urgenza, pure annunciati sulla scorta delle perizie tecniche, sono annegati anch’essi nel mare dell’inettitudine e si è arrivati alla notizia dicembrina che “il decreto è alla firma”, in quanto il governatore Loiero intenderebbe seguire una procedura semplificata per ripartire i fondi “disponibili in bilancio” fra i porti calabresi che necessitano di interventi di messa in sicurezza. La fonte della suddetta notizia sono i consiglieri regionali Salvatore Lucà e Francesco Sulla. Azzerando pure il periodo che è trascorso fra l’annuncio dato dai due esponenti del Pd, il governatore Loiero ha dieci giorni di tempo per apporre una firma sul decreto. Gli basteranno? Se non dovessero bastargli, Ferdinando Amoruso, il presidente Vincenzo Tangari e i pescatori di Cirò Marina sarebbero pronti ad incatenarsi. “Le catene le abbiamo già!,” hanno ammonito.
Cirò Marina - Il loro è un ultimatum: se, entro dieci giorni, a far data da martedì 8 gennaio, la Regione Calabria non emetterà l’annunciato decreto di finanziamento per la messa in sicurezza del porto di Cirò Marina, il vulcanico Ferdinando Amoruso e i pescatori marinoti s’incateneranno al cancello del palazzo in cui ha sede la Giunta regionale, a Catanzaro! Che la minaccia sia fondata, non v’è dubbio alcuno, considerato che il dirigente comunale Ferdinando Amoruso ha parlato nella sua veste di promotore e coordinatore del Comitato pro strada statale 106 e pro infrastrutture in genere. E, in quest’ultima veste, qualche mese fa, Amoruso s’incatenò sulla 106, al fine di sollecitarne l’improcrastinabile ammodernamento. Adesso, lui assicura che su quel fronte il dado è pressochè tratto: non dice di più per non farsi rubare il copyright di una vittoria che dà per scontata. La questione “porto” è più attuale che mai in questi giorni in cui i bollettini meteorologi sembrano bollettini di guerra. Fatto è che, giovedì notte, molti pescatori marinoti hanno condotto i loro pescherecci al sicuro nel porto di Cariati, mentre gli altri hanno scelto di trascorrere le loro notti insonni nel pericolante porto di Cirò Marina a far la guardia al mare in tempesta. Che ha prodotto ulteriori danni alle spiagge della località Torrenova, nuovamente vittime dell’erosione costiera. Per fortuna, la mareggiata in corso ha risparmiato il porto, ma – v’è da chiedersi - fino a quando si dovrà continuare a confidare solo ed esclusivamente nella clemenza degli elementi naturali? Dice bene il presidente della cooperativa “Luigi Marino”, Vincenzo Tangari, che il porto di Cirò Marina non ha mai conosciuto un intervento di manutenzione, che fosse uno. E come mai? L’anomalia assume contorni ancora più grotteschi se, come invita a fare il dirigente Amoruso, si legge il contenuto del fittissimo carteggio intercorso negli anni fra la Regione Calabria e il Comune di Cirò Marina. Le carte infatti documentano un balletto di competenze fra i direttori generali dei Dipartimenti dei lavori pubblici, dei trasporti ed infine del turismo, che si sono passati –dopo silenzi di mesi – i vari incartamenti riguardanti il porto, sostenendo che “la risoluzione delle problematiche di cui alle suddette note” spettasse sempre ad un altro ufficio. Nel marasma di comunicazioni interne e di esternazioni dei politici regionali di turno è affogato l’accordo di programma quadro, che aveva previsto il rafforzamento e l’innalzamento del molo foraneo, oltre che il ripascimento a mare della mantellata, per una spesa di 2 milioni di euro. Che fine ha fatto la somma?, si chiede Amoruso. Gli interventi di somma urgenza, pure annunciati sulla scorta delle perizie tecniche, sono annegati anch’essi nel mare dell’inettitudine e si è arrivati alla notizia dicembrina che “il decreto è alla firma”, in quanto il governatore Loiero intenderebbe seguire una procedura semplificata per ripartire i fondi “disponibili in bilancio” fra i porti calabresi che necessitano di interventi di messa in sicurezza. La fonte della suddetta notizia sono i consiglieri regionali Salvatore Lucà e Francesco Sulla. Azzerando pure il periodo che è trascorso fra l’annuncio dato dai due esponenti del Pd, il governatore Loiero ha dieci giorni di tempo per apporre una firma sul decreto. Gli basteranno? Se non dovessero bastargli, Ferdinando Amoruso, il presidente Vincenzo Tangari e i pescatori di Cirò Marina sarebbero pronti ad incatenarsi. “Le catene le abbiamo già!,” hanno ammonito.
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